E poi, una selezione di disegni, tra cui lo schizzo a matita per il dipinto Ospedale Henry Ford (o Il letto volante) del ‘32, il famoso corsetto in gesso che teneva Frida prigioniera subito dopo l’incidente e che dipinse ancor prima di passare ai ritratti (un pezzo unico che si credeva perduto fino a poco tempo fa).
Infine alcuni eccezionali ritratti fotografici dell'artista, in particolare quelli realizzati da Nickolas Muray, per dieci anni amante di Frida, e tra questi Frida sulla panchina Bianca, New York, 1939diventato poi una famosa copertina della rivista Vogue.
I suoi dipinti non sono soltanto lo specchio della sua vicenda biografica, segnata dalle ingiurie fisiche e psichiche subite nel terribile incidente in cui fu coinvolta all'età di 17 anni, ma anche l’interpretazione della cultura popolare messicana. Allo stesso tempo Frida Kahlo è espressione dell'avanguardia artistica e culturale della sua epoca e attraverso la sua opera si possono comprendere i movimenti culturali internazionali che attraversarono il Messico in quel tempo: dal Pauperismo rivoluzionario all'Estridentismo, dal Surrealismo a quello che decenni più tardi prese il nome di Realismo magico.
A prevalere in questo progetto di mostra è il tema dell'autorappresentazione sia per il peso numerico che il genere "autoritratto" assume nella produzione complessiva dell'artista, sia per il significato che esso ha rappresentato nella trasmissione dei valori iconografici, psicologici e culturali propri del "mito Frida".
Accanto ai lavori della Kahlo sarà possibile ammirare anche una selezione di opere degli artisti che hanno "vissuto" fisicamente e artisticamente vicino a Frida Kahlo, dal marito Diego Rivera (presente con alcune opere significative quali ad esempio: Ritratto di Natasha Gelman del 1943,Nudo (Frida Kahlo) del 1930 e Autoritratto del 1948, a José Clemente Orozco, José David Alfaro Siqueiros, Maria Izquierdo e altri.

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