Dura
la vita alla Casa Bianca se di mestiere fai il pasticciere e devi
preparare da mangiare per Michelle Obama, gerarca della dieta
che, da quando il marito è diventato presidente degli Stati Uniti,
ha intrapreso la sua guerra pubblica all’obesità e ai chili di
troppo. Per questo Bill Yosses, che appunto per la first family
americana prepara i dolci in cucina, presto rassegnerà le
dimissioni, dopo avere tentato in ogni modo di fare contenta la
signora e il suo bisogno di cibi ipocalorici. In questi anni ha
provato a sostituire gli ingredienti quotidiani dei suoi dolci con le
alternative più esotiche, ma è arrivato a un punto in cui le
impellenti richieste della lady parevano un attentato alla sua
dignità professionale. Così ha scelto di gettare la spugna, e in
un’intervista al New
York Times rivela
il perché: «Non voglio demonizzare panna, burro, zucchero e uova».
Bill
è uno chef molto conosciuto a Washington e in tutta l’America:
omosessuale, già coi Bush era stato pasticciere presidenziale, e in
più gestisce alcuni ristoranti molto conosciuti in giro per la
città, dove sfoggia le sue creazioni a base di zucchero e le sue
torte a più piani. Ma, da quando sono cambiati i titolari della Casa
Bianca, spiega, è stato un continuo susseguirsi di “pressioni”
perché i suoi dessert diventassero sempre più salutari, serviti in
porzioni più ridotte. A partire dalla colazione, dove Bill per
rimpiazzare le tradizionali ciambelle ha dovuto inventarsi una
centrifuga ogni volta diversa: un giorno con le mele, poi i cavoli,
gli spinaci, lo zenzero. Poi si è passati a sacrificare le colate di
burro e panna, sostituite da puree di frutta. Il miele e l’agave
hanno preso il posto dello zucchero e il grano integrale è stato
aggiunto a piacere qua e là dove poteva far comodo. Dai tavoli della
cucina, Yosses si è dovuto spostare negli orti, cercando fragole,
mirtilli, rabarbari, fichi, papaia, carote, patate ed erbe d’ogni
genere. Le mousse e le torte sono state messe da parte, per far
spazio a barrette coi fiocchi d’avena, mele cotte al forno e
crostate di pere cotogne. Le intenzioni di Michelle con lo chef erano
le più buone: consigli, mai imposizioni. Tuttavia Bill ha preferito
smettere.
Insomma,
per Michelle Obama la lotta all'obesità in America parte dalla spesa
al supermercato. Dopo circa vent'anni dall'ultima regolamentazione,
tutti i prodotti, dai cereali alle bibite, avranno delle etichette su
cui comparirà con maggiore evidenza rispetto al passato l'apporto
calorico e il reale contenuto di zucchero. L'iniziativa, lanciata
dalla campagna della First Lady "Let's Move", si
avvale della collaborazione di tutta l'amministrazione americana, dal
ministro alla salute, Kathleen Sebelius, al capo della Food and Drug
Administration, la potentissima agenzia del farmaco e del cibo,
Margaret Hamburg. L'obiettivo è di informare sulla minaccia del cibo
spazzatura sin dal momento dell' acquisto. Quindi fornire a tutte le
famiglie americane maggiori informazioni sui prodotti che comprano,
allo scopo di spingerle a nutrire i propri figli con cibi più sani.

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