Per
un casaro di esperienza non c'è un momento della lavorazione
meno importante o per cui è richiesta una minore dose di attenzione:
ogni passaggio, dall'alimentazione degli animali alla fase delicata
della mungitura o a quella della stagionatura, necessita di una cura
particolare e concorre, con le giuste precauzioni, alla realizzazione
di un prodotto genuino e sicuro. A raccontarlo è Domenico Ferritto,
giovane casaro del Caseificio Ferritto di Letino ed erede di
un'intera famiglia dedita al settore caseario. "Avrei potuto
seguire altre strade", racconta, "ma ho preferito portare
avanti la tradizione di famiglia e continuare quest'attività già
ben avviata".
Nata precedentemente come azienda agricola specializzata nella produzione di latte bovino, oggi la Ferritto, caratterizzata da un allevamento di 40 capi, per 250 litri di latte quotidiano, è specializzata nella produzione del celebre caciocavallo e nella mozzarella oltre che in altri formati, spesso assolutamente originali.
"Sono particolarmente fiero del nostro Molito, una forma di 27 chili stagionata dai 4 ai 6 mesi molto simile all'Emmental", spiega, "ma più dolce rispetto ad esempio ad un parmigiano perché il latte utilizzato non è sgrassato e quindi mantiene la pasta più morbida".
Genuinità ed attenzione ai dettagli hanno compensato la scarsa partecipazione alle fiere di respiro nazionale. "Molto dobbiamo sicuramente agli emigranti", ammette Domenico Ferritto, "che ad esempio hanno fatto conoscere il nostro prodotto in Svizzera e Canada, ma l'estate scorsa una degustazione promossa ad Anversa dal Gal Alto Casertano, ci ha aperto nuove strade".
Nei progetti, oltre alla possibilità di acquisire nuovi mercati, si guarda ad alcune novità nella gamma produttiva. "Da sempre il mio sogno è quello di realizzare un grana del Matese", conclude Ferritto. "Dobbiamo fare i conti con la quantità di latte prodotto, ma la passione aiuta a superare qualsiasi ostacolo".
Nata precedentemente come azienda agricola specializzata nella produzione di latte bovino, oggi la Ferritto, caratterizzata da un allevamento di 40 capi, per 250 litri di latte quotidiano, è specializzata nella produzione del celebre caciocavallo e nella mozzarella oltre che in altri formati, spesso assolutamente originali.
"Sono particolarmente fiero del nostro Molito, una forma di 27 chili stagionata dai 4 ai 6 mesi molto simile all'Emmental", spiega, "ma più dolce rispetto ad esempio ad un parmigiano perché il latte utilizzato non è sgrassato e quindi mantiene la pasta più morbida".
Genuinità ed attenzione ai dettagli hanno compensato la scarsa partecipazione alle fiere di respiro nazionale. "Molto dobbiamo sicuramente agli emigranti", ammette Domenico Ferritto, "che ad esempio hanno fatto conoscere il nostro prodotto in Svizzera e Canada, ma l'estate scorsa una degustazione promossa ad Anversa dal Gal Alto Casertano, ci ha aperto nuove strade".
Nei progetti, oltre alla possibilità di acquisire nuovi mercati, si guarda ad alcune novità nella gamma produttiva. "Da sempre il mio sogno è quello di realizzare un grana del Matese", conclude Ferritto. "Dobbiamo fare i conti con la quantità di latte prodotto, ma la passione aiuta a superare qualsiasi ostacolo".

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