domenica 23 febbraio 2014

Giovanni Colacicchi, interessante artista ciociaro

Giovanni Colacicchi è uno di personaggi della provincia a dar lustro ed onore alla nostra Terra. Grande artista pittore ma anche umanista, scrittore, poeta, giornalista, insegnante. Nacque ad Anagni agli inizi del 1900 e pur vissuto essenzialmente a Firenze dove fu professore e successivamente direttore della locale Accademia di Belle Arti, tenne sempre vivi i suoi rapporti con la città di nascita, dove risiedeva regolarmente.
Non vogliamo parlare della sua vita ricca di avvenimenti di arte e di cultura e di riconoscimenti  ufficiali e consigliamo di consultare il sito del Liceo Artistico di Anagni che dall’anno scorso è a lui dedicato. Vogliamo attirare l’attenzione sui rapporti avuti con un altro grande ciociaro e cioè con Libero de Libero quando questi era direttore, a Roma, della celeberrima Galleria d’arte La Cometa fondata da un’altra personalità eccezionale pure ciociara, questa volta una donna, di Carpineto, nipote di Leone XIII, e cioè Mimì Pecci Blunt, presso di cui tenne una mostra personale nel 1938.

Qui invece vogliamo informare che una sua opera della più grande importanza sia dal punto di vista della qualità e sia di quello delle dimensioni  (180x358 cm) andrà in vendita nei prossimi giorni al pubblico incanto presso una casa d’aste di Firenze. Si tratta della  “Allegoria della Commedia e della Musica”  che rappresenta a mio avviso senza dubbio alcuno una delle sue opere più  significative. Rammentiamo che al salone di rappresentanza della Amministrazione Provinciale si ammirano una serie di tele dell’artista, commissionategli parecchi anni fa da qualche lungimirante responsabile dell’Ente e qualche altra anche nella Cattedrale di Frosinone. Ma sono poca cosa rispetto alla imponenza direi istituzionale e anche al messaggio intrinseco di questo capolavoro. Se non vi sono concorrenti tutto lascia ritenere che l’opera si possa acquistare per circa quarantamila Euro,  cioè  il prezzo di una vettura familiare, cioè niente.
Oltre che ad arricchire le private istituzioni, l’opera dovrebbe tornare al patrimonio culturale dei cittadini grazie alla partecipazione di qualche ente pubblico sensibile al richiamo e alla rarissima opportunità.

Nessun commento:

Posta un commento