sabato 26 luglio 2014

La Russia si prepara alla guerra "alimentare" contro gli Stati Uniti

Accordo europeo sulle sanzioni alla Russia per il caso Kiev, ma con l’escamotage di escludere dal provvedimento la tecnologia per il gas, sempre più settore cruciale. E all’orizzonte si apre una vera e propria guerra alimentare con Washington.
DIATRIBA
L’Unione europea ha raggiunto un accordo quadro per avviare sanzioni economiche contro la Russia circa il suo comportamento in Ucraina. Riguardano l’accesso ai mercati dei capitali, delle armi e di beni hi-tech che verranno applicate solo ai contratti futuri. Facendo quindi salvi gli accordi in vigore ad oggi.
FRANCIA
Ad esempio la Francia non subirà alcun contraccolpo per la fornitura della portaelicotteri Mistral (in costruzione) a Mosca. Parigi aveva esplicitamente chiesto che non fossero toccati i contratti già esistenti con la Russia al fine di salvaguardare un affare da 1,6 miliardi dollari.
VAN ROMPUY
Il Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha detto che la proposta del pacchetto di sanzioni rappresenta “il giusto equilibrio” in termini di costi e benefici per l’UE e la sua flessibilità. “Dovrebbe avere un forte impatto sull’economia della Russia, mantenendo un effetto moderato sulle economie europee”, ha scritto in una lettera indirizzata alle cancellerie continentali.
BARROSO
Il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso, ha dichiarato che la decisione finale spetta ora agli Stati membri dell’UE, ma credo che questo sia un efficace e ben mirato pacchetto”, augurandosi che tutti gli Stati membri convergano, dal momento che le misure “non sono un fine in sé ma un mezzo per raggiungere una soluzione negoziata e politica alla crisi”.
NO GAS
Se le sanzioni fossero applicate alla tecnologia del gas, avrebbero potuto presentare riverberi delicatissimi, come sul progetto del gasdotto South Stream di Gazprom in Europa e di Novatek (Yamal gas). Di conseguenza il rischio è che si sarebbe potuta innescare una reazione a catena colpendo i grandi fornitori e produttori di energia dell’UE con interessi anche in Germania, Austria e Italia. Non si dimentichi che principali partner di Gazprom in South Stream sono l’italiana Eni, la francese EDF, l’austriaca OMV e la tedesca Wintershall.
OBIETTIVO SERVIZI
L’Ue ha inoltre annunciato l’estensione delle sanzioni anche ad alti dirigenti russi. I più noti sono Alexander Bortinikov, capo dell’Fsb (l’ex Kgb) e Mikhail Fradkov capo del servizio estero, aggiornando inoltre la lista dei soggetti colpiti da sanzioni: 18 aziende oltre a 15 cittadini russi e ucraini.
MINACCE ALIMENTARI
Hamburger e frullati di McDonald? Saranno le ultime vittime del peggioramento dei rapporti tra Mosca e Washington. Una società di consumatori russi ha accusato la nota catena di violazioni sanitarie degli Stati Uniti. McDonald ha aperto il suo primo ristorante russo a Mosca nel 1990, diventando un simbolo iconico del capitalismo americano.
POPOVA
“Abbiamo identificato alcune violazioni che mettono in dubbio la qualità del prodotto e la sicurezza di tutta la catena McDonald” ha dichiarato all’agenzia Interfax Anna Popova, capo della commissione federale di veterinaria della Russia. Secondo fonti giudiziarie citate dalla Reuters, un ramo regionale dell’agenzia aveva chiesto di dichiarare come illegali la produzione e la vendita di alcuni prodotti McDonald, dopo i controlli effettuati in punti McDonald lo scorso giugno.
TRIBUNALE
Il 13 agosto si svolgerà l’udienza. Ma lo scorso aprile, alcuni politici russi avevano chiesto la chiusura di tutti i ristoranti McDonald del paese dopo che la multinazionale aveva deciso di lasciare la Crimea.
TIMORI RUSSI
Con una mossa a sorpresa intanto la Banca centrale della Russia ha aumentato il costo del denaro, aumentando il suo principale tasso di interesse. Le motivazioni citate riguardano le tensioni geopolitiche del caso ucraino. A ciò si aggiungano i riflessi negativi per l’economia russa come da analisi di Asoka Woehrmann, direttore investimenti di Deutsche Asset & Wealth Management pubblicata su queste colonne.
INFLUENZA
Nonstante sanzioni e sismi geopolitici, secondo il New York Times la Russia sembra intervenire in modo più aggressivo nella guerra in atto nella parte orientale dell’Ucraina. Mosca avrebbe secondo il quotidiano americano aumentato il proprio coinvolgimento diretto nella lotta tra i ribelli separatisti e i militari ucraini, spostando altre truppe al confine.

lunedì 31 marzo 2014

La Certosa di Trisulti ed il quadrato magico del Sator

Il quadrato del Sator è una struttura a forma di Quadrato magico composta dalle cinque parole latine : SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS, che, lette una di seguito all'altra, danno luogo ad un palindromo (che è una frase che rimane identica se letta da sinistra a destra o viceversa, come potete verificare subito in questo caso).
Disponendo le parole su una matrice quadrata (come in figura), si ottiene una struttura che ricorda quella dei quadrati magici numerici. Le cinque parole si ripetono se vengono lette da sinistra a destra e da destra a sinistra, oppure dall'alto al basso o dal basso in alto. Al centro del quadrato la parola TENET forma una croce palindromica.
Il curioso quadrato magico è visibile su un numero sorprendentemente vasto di reperti archeologici, sparsi un po' ovunque in Europa. Ne sono stati rinvenuti esempi nelle rovine romane di Cirencester, l'antica Corinium, in Inghilterra, nel castello di Rochemaure, a Oppède in Vaucluse, a Siena sulla parete del Duomo di fronte al Palazzo Arcivescovile, nell'abbazia Certosa di Trisulti a Collepardo in provincia di Frosinone, a Santiago di Compostela in Spagna, ad Altofen in Ungheria, solo per citarne alcune. 
Altre chiese medioevali ancora nelle quali si registra, in Italia, la presenza della frase palindroma (in forma di quadrato magico oppure in forma radiale o circolare - sono la Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima, la chiesa di San Pietro ad Oratorium a Capestrano (AQ), la Chiesa di San Michele ad Arcè frazione di Pescantina (Verona), ed altri ancora. 
L'esempio più antico e più celebre è quello rinvenuto nel 1925 negli scavi di Pompei, inciso sulle scanalature di una colonna della Grande Palestra: esso ha avuto una grande importanza negli studi storici relativi alla frase palindroma; a partire da questo ritrovamento, il quadrato del Sator viene anche detto latercolo pompeiano. 
L'ultimo ritrovamento italiano risale al luglio del 2007: un gruppo di giovani siciliani durante una uscita notturna ha rinvenuto il Quadrato del Sator inciso sulle dismesse travi di un vecchio scheletro d'abitazione, accompagnato dai disegni di un oplita greco e da quello di un geroglifico, oltre che all'epigrafe latina "Sum gaudens horizonti tuo nomine viventis in perpetuum", in località Sciara di Scorciavacca, nel territorio di Presa, in provincia di Catania.
Qual è il significato del quadrato magico? Per quale ragione ha avuto tanta diffusione? 
Osservando l'insieme delle lettere che lo compongono  rileviamo che esse possono servire a comporre una croce nella quale la parola "PATERNOSTER" si incrocia sulla lettera N: avanzano due A e due O, che possono porsi ai quattro estremi della croce, come fossero l'alfa e l'omega, il principio e la fine. Il quadrato sarebbe dunque una crux dissimulata, un sigillo nascosto in uso tra i primi cristiani ai tempi delle persecuzioni. Un ipotesi smentita però dal curioso ritrovamento di Pompei: nel 79 d.C la religione cristiana era scarsamente diffusa in Italia e sembra abbastanza improbabile quindi che l'epigrafe fosse opera di un seguace della religione che li ad un secolo si sarebbe comunque diffusa in tutto l'Impero. Il mistero continua.

venerdì 28 marzo 2014

Il Simposio di Platone

.. tocca infine al sapiente Socrate che invece di encomiare e lodare Eros fa un discorso sulla sua natura. Eros, dice Socrate, non è il più antico degli Dei ne il più bello. Egli, anzi, non è nemmeno un Dio. Poiché l’Amore è la volontà di possesso del bello e la volontà di possesso si prova per ciò che non si ha, Eros non può essere bello. E poiché gli Dei sono, per definizione, belli e felici, egli non può essere un Dio. Socrate spiega, citando un discorso fattogli da una saggia donna, che Eros è partecipe della natura degli Dei e di quella degli uomini, divenendo così il collegamento tra il divino e l’umano. Eros è quindi un demone (inteso classicamente e non come si intende oggi la parola). Egli è giovane, ultimo nato tra i figli degli Dei. Secondo una leggenda che Socrate narra egli fu concepito durante la festa per i natali di Afrodite e per questo egli brama il bello sopra ogni cosa. Sua madre era una donna misera che soleva chiedere la carità. Essendo alla festa per raggranellare le elemosine, le capitò di vedere un dio, Ingegno, dormire per terra per aver troppo bevuto. Ella si sdraiò al suo fianco e concepì Eros che dal padre ha ereditato la capacità di escogitare il modo di ottenere ciò che desidera e dalla madre lo stato di miseria che lo induce a desiderare sempre.
Finito il discorso di Socrate, il simposio viene interrotto dall’arrivo di Alcibiade. Egli è un giovane di bell’aspetto che si è visto rifiutare i favori da Socrate. Invitato a tessere l’encomio di Eros egli preferisce tessere quello di Socrate. Il suo discorso elogia il filosofo ma ne parla anche male. Si percepisce la delusione e la rabbia per non aver avuto ciò che bramava: la sapienza di Socrate in cambio della sua bellezza.
Il “Simposio” è un testo iniziatico e per iniziati. Lo dimostra il personaggio di Alcibiade. Egli, pur bello esteriormente, non è in grado di realizzare quella bellezza interiore che rende l’uomo divino. Non è dunque Socrate a non aver dato la sapienza ad Alcibiade ma piuttosto questi a non essere stato in grado di coglierla. Ma questo Alcibiade non lo capisce e pur desiderando Socrate ancora, prova rabbia per il rifiuto ricevuto. Non a caso egli giunge al simposio già ubriaco, a rappresentare l’uomo che non ha una visione chiara, e vi giunge solo dopo che i discorsi iniziatici sono terminati.

Vino e carciofi, sette abbinamenti possibili

Carciofi e vino. I manuali di tecnica di degustazione danno per impossibile l’abbinamento. Ma nulla è impossibile. Soprattutto se il carciofo è quello di Niko Romito, lo chef tristellato Michelin per il quale semplicità, essenzialità, sottrazione, in una parola cucina di prodotto, sono le parole d’ordine. La nostra ‘nemica’ nell’abbinamento con i carciofi è la cynarina, responsabile di sensazioni di dolciastro, amaro e metallico, a seconda delle preparazioni e della soglia di percettibilità del degustatore. La ricetta di Niko è strabiliante: carciofi e rosmarino. Quindi solo carciofo, acqua e resina di rosmarino. Dal gambo, con un’aggiunta del 40% di acqua rispetto al peso si prepara una salsa con cui verniciare il carciofo cotto sottovuoto a 90° per un’ora. Poi si passa in padella, nel forno e si vernicia.
Tornano al palato note di acciuga e di liquirizia, caratteristiche del carciofo, ci dice Niko Romito. Per il nostro abbinamento abbiamo bisogno, di morbidezza, tanti, profumi, freschezza, una certa grassezza e alcolicità. Stavolta ho scomodato i cugini d’Oltralpe saccheggiando la cantina di Hugel&Fils, con una puntata a sorpresa in Calabria.
1. Hugel & Fils – Traminer Tradizione 2011 AOC Alsace
Un bel vino, profumato, bouquet espressivo, vivace, fruttato e aromatico, tipico del vitigno, si esprime con eleganza e delicatezza, nonostante l’importante struttura.; sentori molto floreali di rosa, gelsomino, boccioli di acacia; fruttato intenso con ricordi di frutto della passione, mango ed ananas fresco. Il palato è invaso da una vellutata morbidezza ed elegante opulenza, esaltate da una deliziosa sensazione di freschezza in chiusura. I profumi floreali intensi, la dolcezza del tropicale, e l’alcolicità ne fanno un compagno ideale del carciofo.
Punteggio 96/100. Prezzo: 30 €
2. Hugel & Fils , Muscat Tradition 2010 AOC Alsace
Vino secco, abbiamo l’impressione di mordere un grappolo d’uva, vivace di un verdolino brillante, è ricco di profumi e di buona struttura. Il bouquet è dominato dal fruttato. dal floreale e da una discreta aromaticità. Il palato viene rapito dagli aromi del vitigno, è pulito e rinfrescante con una chiusura aromatica. L’alcolicità contrasta con la sensazione di amaro e la freschezza tiene a bada la tendenza dolciastra dei carciofi.
Punteggio 94/100. Prezzo: 22 €
3. Hugel & Fils – Traminer Linea Classica 2010, AOC Alsace
Profumato, soave, giallo paglierino dorato, profumi varietali alla massima potenza; l’annata 2010 si presenta con uno straordinario equilibrio tra purezza e frutto. La notevole gradazione alcolica è compensata da una buona, ma non invadente,freschezza. Il Traminer per la sua morbidezza è senz’altro tra i migliori abbinamenti.
Punteggio 92/100. Prezzo: 25 €
4. Vermentino di Gallura Superiore D.O.C.G. Vigna ‘ngena 2011 – Capichera
Un vino agile e fresco, molto profumato, rimanda a profumi intensi, floreali, di fiori d’arancio, iris, ginestra, biancospino e fruttati di mela gialla con gradevoli note minerali; al gusto è fresco, con polpa piena e fragrante e si chiude con un bel finale fruttato e persistente pienezza.
Punteggio 92/100. Prezzo: 18 €
5. Birra artigianale alla liquirizia di Casa Amarelli
Il richiamo al carciofo è molto netto, l’abbinamento senz’altro indovinato e insolito. E’ una birra non pastorizzata a fermentazione naturale in bottiglia, aromatizzata con preziose radici di liquirizia calabrese.
Punteggio 90/100. Prezzo: 11 €
E quali sono gli abbinamenti con i carciofi, anzi, con il carciofo proposti da l sommelier Gianni Sinesi al ristorante Reale a Casadonna?
6. Traminer AOC Alsace di Rolly Gasmann 2009
Mitico e difficile da reperire in Italia. Giallo paglierino, naso floreale di petali di rosa, note tropicali mature e loto. Al palato è rotondo e morbido, buna struttura ( 13°alcol) ben equilibrato da una notevole freschezza e concentrazione di aromi .
Prezzo al ristorante: 45 € circa
7. Polvanera 14 Primitivo 14 Gioia del Colle doc
Rosso fermo, di notevole potenza alcolica (14°), si presenta di colore rosso rubino fitto, al naso rimandi intensi di prugna, ciliegia e susine mature, con sentori di timo tabacco e liquirizia. Al palato è pieno, in buon equilibrio, soprattutto con tannini vellutati e generosa freschezza. I profumi, il richiamo di liquirizia e la morbidezza dei tannini, lo rendono compagno ideale del ‘ carciofo e rosmarino.’
Prezzo al ristorante: 40 € circa
L’altro abbinamento, coincide con le nostre scelte. Gianni Sinesi s’allontana dal vino per selezionare la Birra artigianale alla liquirizia di Casa Amarelli in Calabria. Il richiamo al carciofo è molto netto, l’abbinamento senz’altro centrato e inusuale.
Prezzo al ristorante: 22 € circa

Gli italiani di New York, Arthur Avenue e la magia della Little Italy nel Bronx

Per chi vuole immergersi in un angolo dalla cultura e dall’atmosfera italiana, una passeggiata per Arthur Avenue è d’obbligo. Probabilmente, anzi certamente è la vera Little Italy di New York e forse di tutti gli USA; quella infatti di Manhattan può risultare più commerciale e indicata per attrarre i turisti. Ma lungo l’Arthur Avenue non è così. Per raggiungerlo basta recarsi nel quartiere del Bronx chiamato Belmont.
Gli immigrati italiani si sono riuniti in questa zone per riuscire a ritrovare e mantenere la propria identità, una sorta di luogo cuscinetto per non essere travolti dall’ignoto della metropoli, per poter invece trovare un posto in cui parlare ancora la propria lingua, cucinare le ricette tradizionali di origine, mantenere i sapori della patria lontana. Tutto questo si continua a respirare ad Arthur Avenue, una sorta di avamposto in cui ci si sente immersi in un’epoca del passato.
Artigiani italiani, scalpellini, maestranze varie hanno contribuito a costruire lo Zoo di Brooklyn, il Giardino Botanico di New York, uscendo cosi’ dalle prime case popolari claustrofobiche di Manhattan a fine 1800 e ritrovando la loro propensione di vita all’aperto e in spazi più adeguati alle abitudini della comunità. Si sono avviati dunque piccoli ristoranti, bar in cui servire l’immancabile caffè, botteghe per cibi fatti a mano, con cura, in cui il rapporto personale tra commerciante e cliente ha reso con il tempo unico e ricercato l’ambiente, dando l’esperienza di una umanità e un calore che non erano molto conosciuti agli americani. Sono nate pizzerie, pasticcerie, sartorie, negozi di scarpe, arredamento, macellerie, bancarelle, il tutto con il segno della qualità italiana, compreso un negozio dedicato interamente al caffè espresso, Cerini, vero tratto distintivo del made in Italy.
Tutt’oggi percorrere le strade della Little Italy significa andare a riempirsi lo stomaco di prelibatezze, si vendono formaggi, salumi, biscotti, dolci della migliore tradizione siciliana come i cannoli, non mancano poi i ristoranti con i piatti regionali della penisola, in cui si offrono ai clienti i primi con le cozze, le vongole, i calamari, i dessert.
Ma non soltanto l’aspetto culinario primeggia nella Little Italy, anche il bagaglio culturale e letterario italiano vengono tutelati e offerti agli abitanti e ai visitatori. Infatti nel quartiere è presente una delle biblioteche più complete sul patrimonio italiano librario negli Stati Uniti, si tratta della Belmont Library, inserita nel centro culturale intitolato ad Enrico Fermi. Una vasta gamma di libri, giornali, riviste, video e addirittura videogiochi tutti in italiano oltre all’offerta di una serie di eventi legati al divertimento intelligente.

Barbara Nazzaro, architetto e 'cicerone' di Barack Obama nella visita guidata al Colosseo

«Quando gli ho raccontato di Commodo e dello struzzo decapitato sbattuto in faccia ai senatori, beh, lì Obama ha strabuzzato gli occhi. E ha ripetuto, sorridendo, quel brano di storia agli uomini del suo staff, come se lo dovessero mandare a memoria». Così Barbara Nazzaro, per un’ora il cicerone del presidente Usa in visita ieri al Colosseo.

Architetto, cosa gli aveva detto?

«Eravamo nei sotterranei e io gli ho consigliato per scherzo di risolvere le questioni con i senatori Usa come fece Commodo con i suoi un giorno nell’arena: minacciandoli con una testa sanguinante».
Commodo è anche l’imperatore del Gladiatore di Ridley Scott, l’antagonista di Russell Crowe.
«Obama conosce quel film — sottolinea l’esperta del monumento, 49 anni, da otto in forza al Colosseo — e si è fatto una risata alla mia proposta: con quel suo modo gentile però, sempre estremamente cortese, affabile e diretto, davvero un gentleman».
Durante la visita guidata avete usato un interprete?

«No, io parlo inglese bene: ho vissuto e studiato molti anni in Sudafrica. Poi però mi sono laureata a Roma e specializzata in restauro architettonico».
Che cosa lo affascinava dell’anfiteatro Flavio?

«L’aspetto politico. Da lì abbiamo cominciato. Dalla decisione dei Flavi di spianare il lago di Nerone per restituire quello spazio al popolo, regalando all’Urbe la più grande arena per i giochi».
Oddio, ma così ha rischiato di stenderlo. Era lì per distrarsi il leader della superpotenza americana. Cosa gli ha detto d’altro?
«Eravamo al piano terra, al cancello 5. Ci ha presentati il mio ministro, Dario Franceschini. Obama ha rivelato che non era mai stato al Colosseo, ma che gliene avevano parlato le figlie, entusiaste dopo la visita dell’anno scorso. Gli ho quindi raccontato del gesto politico di Vespasiano ma anche dei quattro ordini architettonici dell’esterno. Avevo le foto e gliel’ho mostrate ».
Le foto? Ma non poteva portarcelo davanti?
«La sicurezza non ce lo ha consentito. Con le immagini gli ho potuto mostrare il passaggio degli ordini classici, dorico, ionico, eccetera, al neoclassicismo tramite la mediazione del Rinascimento e di Andrea Palladio».
Il palladianesimo anglosassone! E lui?

«Al nome di Palladio si è illuminato».
Meno male, sembrava che fosse rimasto impressionato solo dalle dimensioni del Colosseo. “È più grande di un nostro stadio di baseball!”, pare che abbia esclamato Obama.
«Sì, e lo ha ripetuto più di una volta mentre salivamo le scalinate. Le dimensioni dell’anfiteatro Flavio sono, effettivamente, straordinarie pure oggi. Però il presidente Usa conosce bene anche i temi e i problemi dell’architettura».
Roma è stata fatta grande dagli antichi ingegneri...
«E nei sotterranei ne abbiamo incontrato uno, Umberto Baruffaldi. Si sono fatti anche una foto assieme».
Chi è Baruffaldi?
«È un mio collega. L’ingegnere ha spiegato allo staff Usa come funzionava il montacarichi che portava le belve sul piano dell’arena. E Obama era affascinato dal meccanismo perfetto di quell’“ascensore”».
Altre domande?
«Mi ha chiesto quanto durassero i giochi. E lo ha impressionato che occupassero l’intera giornata. Ma anche che fossero gratuiti, regalo della magnanimità dei principi».
L’ultima immagine?
«Obama su in alto, affacciato dal terzo livello. Ha guardato in basso e ha esclamato: “Questo doveva essere il posto migliore per vedere i giochi: la barbarie del sangue nell’arena restava lontana».

giovedì 27 marzo 2014

I semi dell'orto della Casa Bianca, dono del presidente Barack Obama a Papa Francesco


«Questa sembra una carota - ha spiegato a Papa Francesco il Presidente degli Stati Uniti - ognuna ha un seme, se ha la possibilità di venire alla Casa Bianca, potrà vedere l’orto». E così l’invito più importante, quello negli Stati Uniti il Papa lo riceve attraverso il più classico dei doni, il dono del cibo, anzi della promessa futura di cibo, cioè della promessa della vita. Ma sicuramente un dono inusuale negli incontri ufficiali di così alto livello. Contenuta appunto nei semi. Semi che produrranno frutti e ortaggi provenienti dalla Casa Bianca dentro un cofanetto di cuoio e legno usato per la cattedrale più antica degli Stati Uniti, cioè la cattedrale dell’Assunta a Baltimora. Perché non tutti sanno che da qualche anno, la sede il simbolo all’ennesima potenza del potere mondiale è anche sede non solo del famoso roseto, ma di un vero e proprio «giardino della vita», un orto, appunto. Impiantato con il sostegno della First Lady in persona, Michelle, grazie ad Alice Walters la famosa pioniera americana della cucina a base di ingredienti naturali e fondatrice del leggendario ristorante Chez Panisse, la donna che ha cambiato la concezione americana del cibo, a partire dalla California e sbarcando direttamente a Washington. É noto che Michelle Obama si è fatta pioniera della lotta contro l’obesità, a favore di una vita più sana e di un’alimentazione più della popolazione ed in particolare dei giovani americani.